Aprire una libreria

Il fascino della carta stampata e dei libri in particolare ha sempre esercitato una notevole attrazione sia personale che come idea commerciale. Un fascino che di recente è facilitato dalle facilitazioni introdotte a livello normativo e burocratico.

Aprire una libreria, tuttavia, non deve essere un passo da prendere sottogamba. Se è vero che il bacino d’utenza è infatti potenzialmente vastissimo, lo è altrettanto che gli italiani leggono sempre di meno e sempre meno libri in particolare.
Il mercato dell’editoria, da sempre non particolarmente florido, è da parecchi anni in continuo declino, per cui avviare un’attività in questo settore deve essere fatto con una grande prudenza e considerando servizi alternativi da offrire in parallelo a quello del libro.

Le incombenze, come detto sopra, con le nuove legislazioni sono molto semplificate e oggi sono sufficienti una partita IVA, la DIA ed il nulla osta per l’agibilità per iniziare. Tuttavia non basta ciò per rendere semplice anche la vita di un’attività di questo genere. Mestiere e ambiente sono due cose da conoscere con grande profondità e, nonostante alcune associazioni di settore e alcuni enti privati organizzano corsi introduttivi, non c’è nulla come l’esperienza.

La prima scelta da fare è decidere se aprire in franchising o come indipendenti. Nel primo caso
tutte le informazioni possono essere reperite contattando direttamente franchiser o sui siti relativi.

Nel secondo invece ovvero quando si volesse partire in un esercizio indipendente, bisogna porre la massima attenzione ai conti ed alle previsioni di spesa ma soprattutto di incasso.

Il target prescelto è molto importante, perchè, oltre che la localizzazione, determinerà anche il tipo di fornitura che si andrà a scegliere.

Ovviamente conviene partire da un settore di cui si conosce qualcosa, soprattutto nel caso ci si voglia specializzare come libreria ad indirizzo prettamente tecnico.

Una ricerca approfondita dei testi e sulle statistiche del settore specifico potrà dirci se e quanto la nostra scelta abbia speranza di “tenere” sulla distanza, mentre nel caso di una libreria classica, di tipo generico, molto più peso avranno il buon fiuto nell’individuare quelle iniziative letterarie che più possono avere successo.

L’investimento iniziale, oltre che per gli arredi, dipenderà quindi in massima parte dalla quantità dei titoli che desideriamo tenere a magazzino, cosa che a sua volta dipende dal settore scelto e dal periodo dell’anno.

E’ comunque sempre consigliabile in questi casi, in cui il rischio d’impresa inizia ad elevarsi, passare qualche tempo in un esercizio simile, per comprendere almeno in parte le dinamiche tipiche e potersi così fare un’idea degli errori più grossi in cui NON incorrere.

In ogni caso, quello del libraio non è mai stato uno dei mestieri più semplici del mondo. A volerlo fare bene, anzi, quello che occorre è… soprattutto il tempo. Tempo passato nell’attività e a contatto con tutte le relative problematiche.

Di certo quindi un’idea commerciale in cui imbarcarsi con leggerezza e superficialità.