Risparmiare tempo con il self service

Il tempo è ormai considerato un bene di lusso, sempre più raro e sempre meno libero. Il numero di single è in continua crescita così come quello delle coppie con o senza figli in cui entrambi i membri lavorano magari fino a tarda sera.

Una casa costa sempre di più, così come il mutuo necessario ad acquistarla, e così le metrature scelta diminuiscono, lasciando spesso poco spazio a disposizione per gli elettrodomestici.

Sono probabilmente solo due dei motivi, unitamente a quelle possibili sull’aumento del numero di lavoratori in trasferta lunga, studenti in trasferimento presso altre città, turisti e stranieri, che giustificano la sempre più diffusa abitudine di ricorrere allelavanderie self service per il lavaggio dei propri capi d’abbigliamento, tenendo anche conto del vantaggio, anche per le normali casalinghe di poter lavare capi che normalmente sono da portare in tintoria (e quindi a prezzi molto maggiori), quali coperte, piumoni, scarpe o altri articoli ingombranti, per non parlare della possibilità di avere anche il normale bucato ma subito asciutto.

Un genere di servizio che inizia quindi a popolare sempre di più le città italiane ma che, in particolar modo nei centri di media grandezza e popolazione, da’ ancora la possibilità di un mercato pressoché vergine ma che comunque è stato ampiamente testato e minimizza quindi i relativi rischi d’impresa.

Per impiantare un’attività di lavanderie self service, occorre un investimento iniziale compreso tra i 55.000 ed i 60.000 euro, considerata un’installazione di media entità ma già sufficiente a partire nell’impresa con il piede giusto e proseguire per i primi due anni circa.

Il fatturato medio previsto per una lavanderia self service si aggira intorno ai 70.000 euro annui, mentre il totale delle spese di esercizio più quelle fisse è ipotizzabile con ragionevole approssimazione intorno ai 30.000 euro all’anno, lasciando quindi un margine previsto di circa 40.000 euro all’anno.

Il tempo di rientro dall’investimento iniziale non supera quindi, nella peggiore delle ipotesi i tre anni, anche se, come in tutte le imprese, non si può essere certi di nulla. Un modo per ridurre tale tempo può essere quello di aggiungere nei locali destinati al lavaggio, distributori automatici di bevande calde e fredde o altro, per allietare il tempo dei clienti in attesa della conclusione del ciclo di lavaggio. Sicuramente un esercizio così attrezzato riscontrerà maggior gradimento di altri.

In un momento successivo è anche possibile pensare di integrare l’offerta con servizi personalizzati di riparazione, rammendo e piccola sartoria, affidati a terze persone, per allargare la base d’utenza.

L’impianto, sempre che si sia previsto in fase di progettazione, può essere inoltre espanso modularmente con l’aggiunta di altre macchine.

In buona sostanza parliamo quindi di un investimento che presenta, oltre che tempi ridotti di rientro sull’investimento iniziale, anche il vantaggio di poter essere affiancato ad altre attività, dato che il tempo da dedicare alla gestione è molto limitato e l’assistenza tecnica rimane solitamente a carico del fornitore delle attrezzature.

Al termine dell’ammortamento del capitale investito il negozio di lavanderia self service inizierà quindi a rendere veramente, producendo in modo quasi automatico un buon guadagno medio senza richiedere ulteriori sforzi.

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