Aprire un negozio di compro oro usato

Attualmente quella dell’apertura di un negozio per la compravendita di oggetti usati in oro è una della possibili attività che danno minor rischio d’impresa.
Questo nonostante alcune campagne mediatiche recenti, volte a chiarire (anche se non si sa in quali termini) quali siano i rischi per chi si rivolge a questo genere di negozi.

Il rischio d’impresa è infatti molto basso, quantomeno sotto l’aspetto finanziario in quanto l’investimento iniziale, grazie anche al fatto che le cifre medie per transazione sono piuttosto basse, è estremamente limitato.

Le cifre in gioco sono quelle necessarie, oltre che per le spese fisse quali affitto, blindatura e antifurto ed eventuali adempimenti obbligatori, a garantire il pagamento di quegli oggetti che l’attività andrà ad acquisire dal pubblico, nel periodo compreso tra il primo acquisto e la prima vendita.

Per ridurre ulteriormente questo lato del rischio è seriamente consigliata la stipula, peraltro spesso offerta spontaneamente, di un contratto di fornitura diretta proprio verso quelle aziende che svolgono attività di riciclaggio industriale dell’oro.

Il capitale iniziale è ovviamente variabile e può anche essere soggetto a qualche reiniezione di liquidità occasionale, ma orientativamente può aggirarsi in un intervallo compreso tra i 10.000 euro e i 20.000 (riferito alla necessità liquida per l’attività), mentre per la parte riguardanti l’impianto di allarme e antifurto, non che la sempre indispensabile blindatura dell’entrata e della vetrina le cifre sono del tutto variabili e quindi un preventivo deve essere richiesto direttamente agli installatori di fiducia.

Un discorso a parte deve però essere fatto per quanto riguarda la possibilità, in questo campo anche, purtroppo, molto frequente, di essere soggetti a truffe di ogni entità.

Non è sufficiente infatti una buona capacità nel riconoscere oro vero da falso, soprattutto considerate le tecniche sempre più sofisticate di imitazione ma anche saper distinguere ogni caso di vendita diretta all’esercizio, in modo da scongiurare, per quanto possibile, l’inganno o l’illecito.

Per partire si hanno due possibilità: apertura indipendente oppure in franchising presso uno dei tre grossi gruppi nazionali di questo tipo, o anche presso gruppi minori.

L’apertura in franchising consente di non doversi preoccupare troppo degli aspetti burocratici, ma anche di frequentare corsi in grado di dare una prima sgrossatura sulla materia. I gruppi di franchising offrono i genere sui rispettivi siti tutte le informazioni e la documentazione per gli aspiranti affiliati.

Per il resto sono importanti le consuete considerazioni riguardanti la scelta del luogo in cui impiantare l’attività e il controllo preventivo, sempre indispensabile, presso il Comune di competenza di tutte le regolamentazioni generali e locali inerenti questo genere di attività.