Aprire edicola

Aprire un’edicola è un’attività che non rientra nei meccanismi e nelle facilitazioni introdotti dal cosiddetto “Decreto Bersani”. In altre parole è indispensabile richiedere una licenza direttamente al comune di competenza, e non valgono i meccanismi del silenzio-assenso.

Occorre quindi armarsi di grande pazienza e, soprattutto, informarsi alla perfezione su tutta la regolamentazione in materia, che non è affatto semplice, ma soprattutto su quali siano le richieste del comune di competenza.

Dopo di che attendere il nulla osta per un periodo che, a volte, può superare l’anno di attesa.

L’altro fattore di importanza capitale è il regime di monopolio distributivo dei giornali, che in Italia è di competenza della FIEG, la quale decide caso per caso sulla sussistenza e fattibilità di ogni singolo rapporto. Occorre quindi informarsi preventivamente sulle modalità con cui tale rapporto può essere avviato, al fine di evitare di incorrere in spiacevoli sorprese, magari quando si è già in possesso della tanto attesa licenza.

Un’edicola è un esercizio di pubblica utilità, per cui gli edicolanti sono soggetti a precise quanto complesse regolamentazioni, di pertinenza del comune di competenza. Giorno di chiusura, ferie estive e chiusure varie sono quindi da concordare con grande anticipo e poco spazio è lasciato alle improvvisazioni.

Anche per gli orari di apertura il discorso è tutto fuorché comodo. Si inizia intorno alle sei del mattino per concludere non prima delle diciannove e trenta. E durante i rigidi inverni e le estati torride, specialmente all’interno di un chiosco, la cosa può diventare decisamente disagevole.

L’investimento iniziale dipende in massima parte dal fatto che si stia aprendo una nuova attività piuttosto che subentrando ad una già avviata, e dal tipo di esercizio, ovvero del genere “chiosco” piuttosto che non “negozio”.

Nel caso di nuova attività occorre una buona valutazione preventiva del bacino d’utenza, della disposizione degli esercizi più vicini (anche se la distanza minima è di 400 metri occorre considerare attentamente la distribuzione territoriale del tutto).
Il costo di un negozio dipende ovviamente dalla metratura e dai classici fattori riguardanti gli immobili, ma quando si parla di chiosco si parla unicamente di acquisto. Il che significa un esborso iniziale piuttosto elevato, che può anche raggiungere gli 80.000 euro per il solo chiosco.

In caso di subentro invece, pur non avendo il problema della previsione dell’introito, avremo il nostro bel daffare a controllare la congruenza di quanto dichiarato dal venditore, ma comunque con costi che possono anche arrivare a 200.000 euro nel caso di attività ben avviate in zone centrali.

In sintesi un’attività sicuramente impegnativa, sia dal punto di vista finanziario che fisico, per la quale vale la pena di valutare bene il da farsi, con un occhio di riguardo soprattutto al subentro ad attività già avviata, cosa che, a fronte di un investimento iniziale decisamente superiore, garantisce però molta più sicurezza e minori grattacapi.